I DISTURBI CORRELATI A SOSTANZE: ESORDIO, CARATTERISTICHE E TRATTAMENTI

ABSTRACT

Il presente articolo ha lo scopo di fornire una panoramica generale in merito ad una nuova classe di disturbi, ossia la dipendenza da internet (Internet Addiction Disorder, IAD), in quanto problema sempre più comune e diffuso nella società moderna. Nell’elaborato saranno fornite delle informazioni circa la definizione e le caratteristiche associate a questo disturbo e le varie tipologie specifiche in cui esso può manifestarsi. Verranno poi presentati i principali fattori di rischio e le varie fasi che caratterizzano il processo di insorgenza della dipendenza, alle quali seguirà una descrizione delle principali conseguenze a livello psicologico, fisico e sociale. Infine, verrà proposto uno sguardo ai modelli di trattamento attualmente in uso (terapia cognitivo-comportamentale, interventi sul familiari e trattamenti di tipo biologico).

DEFINIZIONE E TASSONOMIA

La dipendenza da internet (Internet Addiction Disorder, IAD) è un disturbo che consiste nell’utilizzo intensivo ed ossessivo di internet. Tale problema coinvolge i medesimi circuiti cerebrali responsabili dei disturbi correlati a sostanze, ossia quelli coinvolti nei meccanismi legati alla ricompensa, e presenta un quadro sintomatologico che può essere caratterizzato da sintomi di astinenza, tolleranza e dipendenza: pertanto, è stata fatta la proposta di inquadrare questo recente fenomeno (descritto per la prima volta nel 1995) nella classe dei disturbi correlati alle sostanze (la dipendenza è attualmente inclusa nella sezione delle condizioni che necessitano di ulteriori studi all’interno del DSM-5, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali). Nella categoria dell’IAD rientrano attualmente cinque tipi di dipendenza:

  • Dipendenza da sesso virtuale. Individui dipendenti scaricano, utilizzano e scambiano materiale pornografico, frequentano siti web per adulti, chat erotiche e servizi di web-cam. In tale contesto, si potrebbero differenziare tre gruppi di utilizzatori di pornografia online:
    • Utilizzatori ricreativi: accedono al materiale per curiosità e non sembrano avere problemi correlati ai propri comportamenti online;
    • Utilizzatori sessuali compulsivi: utilizzano internet per le attività sessuali in modo compulsivo a causa di una predisposizione all’espressione patologica della sessualità;
    • Utenti a rischio: utenti che hanno sviluppato o rischiano di sviluppare una forma di dipendenza sessuale solo dopo aver fatto esperienze di sesso online.
  • Uso compulsivo di internet. Tale categoria comprende problemi legati al gioco d’azzardo patologico e lo shopping compulsivo. Persone con tale problema presentano alcune caratteristiche peculiari: l’impulso del comprare o scommettere online è vissuto come irresistibile, insensato o intrusivo, provoca stress, interferisce con la vita quotidiana o porta a problemi finanziari. Inoltre, sembrerebbe che tale dipendenza sia favorita dalla possibilità di trovare online oggetti rari, di eliminare l’intermediazione umana, di pagare tramite carte di credito e di partecipare ad aste virtuali;
  • Dipendenza da relazioni virtuali. Le persone sviluppano un coinvolgimento eccessivo nelle relazioni nate e mantenute esclusivamente (o quasi) sul web, utilizzano per molto tempo i social network o i servizi di messaggistica istantanea, ignorando le relazioni affettive appartenenti alla vita reale;
  • Sovraccarico cognitivo. Chi soffre di tale disturbo sente il bisogno di trascorrere molto tempo in rete con l’obiettivo di trovare notizie, non è in grado di controllare tale comportamento e prosegue nel metterlo in atto anche a discapito delle proprie relazioni familiari e sociali. Spesso, tale disturbo può anche provocare disturbi in ambito professionale, provocando una perdita di lavoro e conseguenti problemi economici;
  • Dipendenza da computer o da videogiochi. Le caratteristiche di tale problema comprendono un totale assorbimento dal gioco, il quale sarebbe un modo per fuggire dalla realtà e provare emozioni positive, unito al bisogno di aumentare il tempo di durata del gioco, con conseguente ritiro sociale rilevante. Inoltre, se la persona non può giocare, si manifesterebbero sintomi di ansia, depressione ed irritabilità.

FATTORI DI RISCHIO

Tra i fattori che porterebbero ad essere a rischio di sviluppare questa particolare forma di dipendenza si troverebbe la presenza di disturbi psichici preesistenti, responsabile dell’insorgenza della dipendenza in circa il 50% dei casi. Inoltre alcuni comportamenti come ad esempio un uso eccessivo di alcool o sostanze o la riduzione delle esperienze reali, assieme all’uso intenso di internet, potrebbero costituire un altro fattore predisponente. Anche l’ambiente lavorativo potrebbe contribuire nell’eziologia del disturbo: infatti, sarebbero più a rischio i soggetti che lavorano in contesti di elevato grado di digitalizzazione, che svolgono lavori in turni notturni o da soli. Gli eventi di vita spiacevoli, poi, potrebbero indurre le persone ad utilizzare internet come valvola di sfogo. Per quanto riguarda i fattori personali, gli individui maggiormente predisposti al ritiro sociale e che hanno difficoltà di tipo comunicativo e relazionale sarebbero maggiormente a rischio di sviluppare l’IAD. Infine le proprietà intrinseche tipiche della navigazione in rete, ossia l’anonimato o le pulsioni di onnipotenza, potrebbero rischiare di far degenerare la situazione di navigazione in rete.

SVILUPPO DEL DISTURBO

L’IAD sembra svilupparsi seguendo tre tappe:

  • Durante questa fase vi è un l’interesse ossessivo per la navigazione in rete e per gli strumenti tecnologici in generale, si verifica un controllo compulsivo degli strumenti di posta elettronica e social network e si presenta il bisogno di prolungare il tempo di connessione ad internet. Nella fase avanzata compare la presenza di disagio nella vita relazionale e lavorativa della persona, la quale vive in rete una realtà parallela che viene preferita rispetto a quella reale;
  • Tale tappa è caratterizzata dal malessere, l’agitazione e il disagio che insorgono nel momento in cui non si è connessi;
  • Il bisogno di collegarsi ad internet diventa irrefrenabile in questa fase e se non viene soddisfatto causa sofferenze fisiche e psicologiche.

CONSEGUENZE

La dipendenza da internet provoca, nelle persone che ne sono affette, i seguenti sintomi:

  • Bisogno di trascorre in rete sempre più tempo e di connettersi sempre più spesso per ottenere soddisfazione;
  • Riduzione dell’interesse per attività che non prevedono l’uso di internet;
  • Presenza di agitazione, depressione e ansia, pensieri ossessivi o sogni su quel che sta accadendo in rete nel momento in cui l’utilizzo di internet viene interrotto o ridotto;
  • Incapacità di controllare i comportamenti di utilizzo di internet;
  • Uso continuo del web nonostante la consapevolezza della presenza di problemi sociali, psicologici e fisici (es. disturbi del sonno, problemi familiari e coniugali).

A livello psicologico e fisico, gli effetti tipici del disturbo sono:

  • Perdita o impoverimento delle relazioni interpersonali;
  • Disturbi dell’umore, ansia e controllo degli impulsi;
  • Alterazione della percezione del tempo;
  • Tendenza alla sostituzione del mondo reale con quello virtuale;
  • Sintomi fisici (tunnel carpale, dolori al collo e alla schiena, problemi alla vista);
  • Sentimenti di inadeguatezza, insicurezza, bassa autostima e problemi relazionali.

STRUMENTI DIAGNOSTICI

Per analizzare la presenza dell’IAD, esistono diverse scale e questionari disponibili. Uno degli strumenti più famosi ed utilizzati è la scala UADI (Uso, Abuso e Dipendenza da Internet), composta da 80 frasi che riguardano il numero di ore trascorse in rete, il loro impatto sulla vita reale, i sintomi che il soggetto sperimenta nei momenti in cui è online o offline e il sistema motivazionale attivato dall’uso della rete. La scala UADI, infatti, permette di attribuire il 40% della differenza tra soggetti normali ed abusanti in 5 dimensioni principali: Evasione (tentativo di fuga dalla realtà), Dissociazione (presenza di sintomi come dispercezioni, depersonalizzazione, estraneazione dal mondo reale), Impatto sulla vita reale (valutazione della misura in cui le ore trascorse in internet abbiano già danneggiato la vita sociale, relazionale, accademica o lavorativa della persona), Sperimentazione (bisogno di sperimentare nuove identità o versioni di se stessi) e Dipendenza (presenza di sintomi legati all’astinenza quali carving, tolleranza, compulsività ed irrequietezza).

Un altro strumento utilizzato per valutare l’IAD è l’IAT (Internet Addiction Test), composto da 20 domande che analizzano le caratteristiche e i comportamenti di connessione ad internet, i problemi relativi al funzionamento personale, sociale e lavorativo dell’individuo.

TERAPIE ED INTERVENTI DISPONIBILI

Vi sono numerosi interventi che si possono mettere in atto nel caso di una dipendenza da internet: per quanto riguarda l’approccio cognitivo-comportamentale il trattamento prevede la regolarizzazione e l’organizzazione dell’uso di internet, limitandolo in periodi di tempo specifici.

L’utilizzo del web può essere gestito attraverso la Pratica dell’opposto, che aiuta l’individuo ad interrompere le abitudini virtuali attraverso l’introduzione di nuovi comportamenti alternativi, oppure mediante degli Ostacoli esterni, ossia attività da svolgere in un preciso momento e che interromperanno la possibilità di connettersi. Inoltre, le Carte promemoria possono essere utilizzate per raggiungere l’obiettivo di ridurre l’uso di internet: il paziente scrive cinque conseguenze negative dell’utilizzo del web e cinque benefici che otterrà interrompendone l’utilizzo e porta queste carte con sé in modo da ricordare ciò che desiderano evitare e cosa invece desiderano fare. Altre tecniche utilizzate possono essere: esercizi e prove comportamentali, desensibilizzazione, tecniche di rilassamento e di auto-gestione e training di abilità sociali. Successivamente all’intervento comportamentale, la persona viene tenuta lontana da internet e viene effettuata un’analisi degli stati d’animo e i pensieri precedenti e successivi alla connessione per gestire la componente cognitiva disfunzionale del disturbo.

Anche alcuni interventi farmacologici che prevedono l’utilizzo di stabilizzatori dell’umore, antipsicotici o antagonisti dei recettori degli oppioidi sembrano essere efficaci nel trattamento della dipendenza da internet. Infine, anche la terapia familiare ed i gruppi di supporto parrebbero essere utili nell’aumentare la motivazione a ridurre la connessione ed incrementare l’investimento nelle relazioni reali.

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