IL PAZIENTE BORDERLINE

ABSTRACT

Il testo seguente ha lo scopo di fornire una panoramica riguardante il disturbo borderline di personalità, dandone un inquadramento diagnostico, trattando i principali fattori di rischio e successivamente presentandone una descrizione sia per quanto concerne la sintomatologia associata sia circa le manifestazioni nel contesto della vita quotidiana. Lo scritto tratterà inoltre della prevalenza del disturbo nella popolazione e l’impatto che questa particolare problematica ha sul funzionamento dell’individuo in generale e nell’ambito specifico delle sue relazioni, inclusa pertanto quella terapeutica.

PANORAMICA E DIFFUSIONE

Il disturbo borderline di personalità appartiene alla categoria diagnostica del DSM-5 riguardante i disturbi di personalità (per la definizione di tale tipologia di disturbi e i diversi sistemi di classificazione si veda l’articolo “Disturbi di Personalità”) ed in particolare al cluster B, le cui caratteristiche peculiari riguardano l’apparire amplificativi, emotivi o imprevedibili.

La diffusione dei disturbi di personalità nella popolazione generale è stata stimata essere dell’1,6%; nello specifico, il disturbo borderline di personalità è presente in una percentuale di circa il 6% nei contesti di assistenza primaria, del 10% negli ambulatori di salute mentale e del 20% tra i pazienti psichiatrici ricoverati. La diagnosi riguarda le donne nel 75% dei casi.

FATTORI DI RISCHIO

Tra i fattori di rischio coinvolti nell’insorgenza dello sviluppo borderline di personalità sono da considerare l’ influenza genetica (che aumenta di circa cinque volte il rischio di sviluppare il disturbo in parenti di primo grado rispetto alla popolazione generale), quella neurobiologica (attivazione eccessiva dell’amigdala e riduzione del volume dell’ippocampo, unita alla probabile compromissione dei sistemi dopaminergico e serotoninergico) ed alcuni fattori ambientali sfavorevoli, in particolare l’essere vittima di abusi sessuali, la mancanza di cure o l’esposizione al trauma precoce (fattori che sembrano essere presenti nel 60% circa dei casi).

CARATTERISTICHE SINTOMATOLOGICHE

Il disturbo borderline di personalità è definito dall’instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine che l’individuo ha di se stesso, del suo umore ed una spiccata impulsività che si manifesta in più circostanze. Persone affette da tale disturbo possono fare sforzi disperati per evitare di essere abbandonate, si possono sentire costantemente vuote, presentare comportamenti o minacce ricorrenti di autolesionismo o suicidio, possono avere problemi di gestione della rabbia oppure presentare sintomi dissociativi quando si trovano in situazioni di stress. Gli individui con tale disturbo sono molto sensibili alle circostanze ambientali e presentano dei cambiamenti improvvisi per quanto riguarda la considerazione degli altri per via di una delusione e/o per l’aspettativa di un abbandono imminente o futuro. Inoltre, potrebbero esserci variazioni negli obiettivi, nei valori e nelle aspirazioni, nei progetti e nelle opinioni delle persone con personalità borderline. Solitamente i soggetti affetti da questo disturbo hanno una percezione di se stessi come persone cattive o pericolose o sentono di non esistere affatto; manifestano l’impulsività mediante diversi comportamenti che si verificano in più contesti, tra cui ad esempio giocare d’azzardo, abbuffarsi, abusare di sostanze, guidare in maniera spericolata o avere rapporti non sicuri. Spesso gli individui con tale disturbo chiedono aiuto per via dei numerosi tentativi di suicidio, che sembrano portare alla morte nell’8-10% dei casi.

L’umore di queste persone può fluttuare apparentemente senza motivi ed è spesso depresso,  rabbioso, disperato o preoccupato e raramente fanno esperienza di periodi di benessere o soddisfazione; sono spesso annoiate e alla ricerca di qualcosa da fare.
Esprimono frequentemente rabbia per via della disattenzione del partner e sperimentano in seguito sensi di colpa e vergogna. In situazioni di stress o conflitto percepite come intense, possono essere presenti allucinazioni e/o deliri persecutori transitori.

I sintomi si attenuano solitamente col ritorno del partner o della persona che accudisce il soggetto affetto da disturbo borderline di personalità.

CONSEGUENZE SULLE RELAZIONI DELL’INDIVIDUO

Le persone con disturbo borderline di personalità presentano importanti problematiche riguardanti le relazioni interpersonali: nello specifico, i sentimenti verso gli altri considerati significativi oscillano tra la dipendenza e l’ostilità. Infatti, in alcune circostanze viene sperimentato un forte stato di  angoscia o panico all’idea di poter essere abbandonati, mentre in altre occasioni compare il timore di perdere il proprio senso di identità e autonomia.

Nel tentativo di evitare l’abbandono questi individui sono portati a manipolare le persone, ma le modalità con cui lo fanno (es. scoppi di ira e tentativi di suicidio) risultano spesso essere inadeguate poiché portano quasi sempre ad allontanare gli altri anziché provocarne l’avvicinamento e la manifestazione di cure ed attenzioni.

I rapporti che vivono queste persone sono solitamente molto intensi e spesso si verifica un’idealizzazione del partner e/o delle persone importanti in pochissimo tempo, con conseguenti richieste di trascorrere molto tempo assieme e la condivisione di dettagli estremamente intimi all’inizio di una relazione. Inoltre, pazienti con tale disturbo provano difficoltà ad empatizzare con gli altri e lo fanno solamente con l’idea di poter successivamente pretendere di essere accuditi e soddisfatti nelle proprie richieste.

Vi è poi una forte intolleranza a rimanere da soli e la necessità che ci sia qualcuno – ritenuto indispensabile per la sopravvivenza – per evitare che la confusione interiore divenga acuta; la mancanza di una relazione significativa che possa fornire loro accudimento e supporto, porterebbe infatti le persone con questo particolare disturbo a percepire se stessi come cattivi, pericolosi o non esistenti e quindi a procurarsi dolore per espiare la sensazione (e cercare di ottenere un riavvicinamento) o a svalutare fortemente l’altro.

TRATTAMENTI

Per quanto riguarda i trattamenti, questi sono costituiti prevalentemente da percorsi di psicoterapia e sembrano mostrare la comparsa di miglioramenti dopo circa un anno (per uno sguardo più approfondito sui diversi approcci teorici di psicoterapia efficaci per il disturbo borderline ed i disturbi di personalità in generale, si rimanda all’articolo “Disturbi di personalità”). Indipendentemente dall’orientamento specifico, il trattamento attraverso la psicoterapia dovrebbe prevedere e concentrarsi soprattutto sullo sviluppo di una relazione basata sulla cooperazione, sul raggiungimento di obiettivi stabiliti di comune accordo, sull’aumento di pensieri e comportamenti adattivi e la diminuzione di quelli disfunzionali.

Considerato inoltre il forte rapporto che sembra esserci tra il disturbo ed i traumi infantili, è importante valutare la presenza di questo aspetto nella storia del paziente e trattarne gli eventuali sintomi in maniera specifica, aiutando anche ad affrontare l’esperienza vissuta.

Nei casi più gravi, infine, sono previsti anche l’utilizzo di farmaci antidepressivi ed antipsicotici e/o dell’ospedalizzazione parziale per gestire la sintomatologia.

BIBLIOGRAFIA

AMERICAN PSYCHIATRIC ASSOCIATION, DSM-5. Manuale diagnostic e statistic dei disturbi mentali, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2014

CASTONGUAY L.G. & OLTMANNS, Psicologia clinica e psicopatologia: Un approccio integrato, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2016

LINGIARDI, GAZZILLO, La personalità e i suoi disturbi, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2014

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