SINDROME MUNCHAUSEN DEL MONTE MAYBE

INSIDE THE SYNDROME™

SINDROME DI MÜNCHAUSEN: AUTO-INFLIGGERSI DEL DOLORE PER OTTENERE CURE E ATTENZIONI

Che Cos’è La Sindrome Di Münchhausen?​

Circa due secoli fa viveva in Germania un brillante ufficiale di cavalleria dal nome di Carlo Federico Gerolamo, il Barone di Münchausen, le cui gesta diventarono famose in tutto il mondo. La sua fama non era dovuta alle imprese di valoroso guerriero, piuttosto ai racconti fantastici e inventati delle sue grandiose avventure. La grande abilità del Barone era quella di raccontare imprese che mai aveva compiuto, con una tale sicurezza che molti le prendevano per vere e come tali le diffondevano in giro. Da questo breve inciso si può ben capire il motivo per cui il Disturbo di cui si sta parlando prende il nome dal famoso Barone: così come faceva lui, le persone affette da questa sindrome inventano, con toni accesi e drammatici, le loro storie cariche di particolari fantasiosi. Si tratta di un Disturbo Psichiatrico, per cui le persone fingono di avere una malattia o un trauma psicologico per attirare l’attenzione. Per raggiungere tale scopo, le persone affette da questa particolare sindrome sono capaci di automutilarsi o di iniettarsi sostanze tossiche per simulare i dolori e i sintomi di reali malattie, seppur fittizie. Nella sindrome di Münchausen, i sintomi sono simulati o provocati costantemente e possono essere sia fisici sia psicologici. Questi sintomi possono interessare qualsiasi parte del corpo e variano anche l’intensità a seconda dell’immaginazione o delle conoscenze mediche della persona in questione.

Vediamo nel dettaglio i sintomi più comuni:

  • Ascessi o eruzioni generalizzate (provocati intenzionalmente);
  • Espettorato con sangue (per lesioni auto inflitte al naso o alla gola);
  • Dolori addominali acuti;
  • Diarrea o vomito;
  • Emorragie autoindotte per l’ingestione di anticoagulanti;
  • Paralisi;
  • Sintomi dovuti all’ingestione di farmaci o l’inoculazione di sostanze tossiche o virus come l’HIV.

Sono soggetti che si caratterizzano per le frequenti visite mediche e il medico stesso è spesso fatto oggetto di richieste insistenti per l’esecuzione di test diagnostici, così come di interventi e procedure terapeutiche, anche dolorose. Per questo motivo, solitamente viene definita anche come “Dipendenza da ospedale”.

LE CAUSE SCATENANTI

Le cause della Sindrome sono ancora in fase di definitivo riconoscimento da parte della comunità medico-scientifica. Al momento, però, vi è un chiaro binomio di fattori scatenanti:

  • Fattori storici personali, come un’infanzia traumatica;
  • Fattori psichiatrici, come il disturbo della personalità.

Per quanto riguarda i fattori storici, sono state evidenziate due situazioni ricorrenti: 1) il trauma infantile è rappresentato dall’abbandono genitoriale, con conseguente necessità morbosa di porsi al centro dell’attenzione; 2) il trauma infantile è, invece, dovuto a uno stato di malattia complesso durante le fasi dell’infanzia, a cui è collegato un numero elevato di cure e attenzioni alle quali il malato si è abituato, fino alla dipendenza. Questa condizione permette l’associazione insana tra stato di malattia e ritorno affettivo, portando il malato alla simulazione e, quindi, alla Sindrome.

Per quanto riguarda i fattori psichiatrici, quelli principalmente osservati sono:

  • Il disturbo antisociale di personalità, che porta il malato a disprezzare qualsiasi regola, assumendo comportamenti aggressivi, egoistici e indifferenti verso l’ambiente circostante.
  • Il disturbo borderline di personalità, caratterizzato da comportamenti e interazioni altalenanti, discontinui e dissociati fra sé.
  • Il disturbo narcisistico di personalità, si fonda su un senso di unicità e altezzosità del malato nei confronti del prossimo.

CARATTERISTICHE DEI PAZIENTI MÜNCHAUSEN E LE CONSEGUENZE SULLA LORO VITA

I ricoveri ripetuti di questi pazienti portano a condizioni mediche generali iatrogene (es. la formazione di tessuto cicatriziale a causa di interventi chirurgici non necessari, oppure reazioni avverse ai farmaci). Inoltre, può capitare che queste persone sviluppino dipendenze da medicine, probabilmente perché si auto-inducono malattie che hanno realmente bisogno dei farmaci per alleviarne i sintomi. Le persone affette da questa Sindrome sono spesso povere di supporti sociali, di carriere lavorative e spesso sono incapaci di gestire i piccoli stress giornalieri. Passano la maggior parte del loro tempo ad autodistruggersi, sottoponendosi a procedure diagnostiche e chirurgiche invasive e non necessarie. Quando il supporto affettivo che si sono creati all’interno della rete ospedaliera inizia a vacillare, iniziano a simulare nuove crisi per ottenere ulteriore attenzione e cure. A tal proposito, gli psichiatri affermano che i pazienti Münchausen non conoscono vie sane per richiedere cura, attenzione, affetto e preoccupazione da parte degli altri e sanno farlo solo attraverso la finta malattia. L’ospedale diventa perciò una forma di stabilità ed il medico è un oggetto sia d’amore che di rabbia.

SINDROME DI MÜNCHAUSEN PER PROCURA (SMP)

La Sindrome di Münchausen per procura, definita anche come Sindrome di Polle (dal nome del figlio del Barone di Münchausen morto in circostanze oscure), è un disturbo mentale che affligge genitori o tutori (solitamente le madri) e li spinge ad arrecare un danno fisico alla prole o ad altra persona incapace (es. un familiare disabile o, in alcuni casi, anche a un animale domestico) per farlo credere malato e attirare l’attenzione su di sé. Il genitore/tutore viene così a godere della stima e dell’affetto delle altre persone perché, apparentemente, si preoccupa della salute del proprio figlio. Questa Sindrome particolare assume grande importanza in ambito della pediatria, della psicopatologia e della giurisprudenza, sia per le difficoltà di riconoscimento che per le gravissime conseguenze che ha sul bambino che ne è vittima. Il punto focale è l’esagerazione di cure mediche non necessarie per il bambino. La madre può indurre sintomi falsi di una malattia nel suo bambino, come l’aggiunta di sangue nelle urine o nelle feci, falsificando la temperatura corporea o dando farmaci al bambino senza motivo, i quali poi lo fanno vomitare o avere diarrea. Alla fine, il bambino si ammala davvero, ma per gli effetti collaterali dei farmaci. Tra gli attacchi fisici si sono verificati punture di spillo sul viso e sul corpo, lesioni facciali da strumento o con unghie e soffocamento premendo una mano o un cuscino sul volto del figlio, oppure vi è stata la volontaria sotto nutrizione e l’ambiente domestico sporco e trascurato. Una tecnica indiretta usata da queste madri è quella di falsificare le analisi di laboratorio, introducendo elementi estranei nei campioni, ad esempio con batteri di origine fecale o vaginali, alterando quindi i veri risultati delle analisi, o sostituendoli con altri di pazienti realmente malati. Questi bambini sono spesso ricoverati con gruppi di sintomi che non corrispondono in modo preciso a nessuna malattia conosciuta. Spesso subiscono test non necessari, interventi chirurgici o altre procedure che provocano disagio. Il genitore è di solito molto attaccato al bambino e sembra prendersene molta cura. Le sue frequenti visite, purtroppo, rendono accessibile il bambino ad ulteriori abusi che possono indurre altri sintomi. Dunque, la Sindrome di Münchausen per procure si verifica a causa di problemi psicologici negli adulti ed è generalmente riconducibile a un comportamento ossessivo.

CASO CLINICO – KATY BUSH

Uno dei casi più famosi della Sindrome di Münchhausen per procura è sicuramente il caso di Katy Bush e di sua figlia Jennifer, scoppiato alla fine degli anni ’90. Katy Bush in pochi anni fece ricoverare la figlia più di 200 volte; la piccola Jennifer subì 40 interventi chirurgici, e in meno di 3 anni trascorse più di 600 giorni tra un ospedale e l’altro. Col tempo si scoprì che la madre le iniettava o le faceva ingerire sostanze tossiche e, talvolta, riusciva a introdurre nel suo corpo veleni o batteri manipolando i tubi a cui era collegata. Oltretutto, Katy Bush sembrava molto preparata in questioni mediche e riusciva facilmente a convincere i medici della sue opinioni, così come aveva convinto i vicini di casa della sua bontà e compassione nei confronti della povera figlia malata. Prima della scoperta della verità, Katy Bush era diventata un simbolo come madre eroica, e anche un’eroina per i poveri ammalati, e intraprese campagne per l’assistenza sanitaria alle famiglie disagiate.
Grazie a tutto ciò, Katy Bush e la sua famiglia ricevettero, dal pubblico commosso, molti soldi.

RICERCHE E RISULTATI

Secondo Merzagora Betsos (2002), abusi, maltrattamenti, violenze psichiche e fisiche fino all’omicidio, spesso trovano spazio in ambienti familiari le cui dinamiche interne risultano patologiche e il clima familiare “ammalato” da condizioni socio-economiche disagiate, dipendenza da alcool o droga, rapporti conflittuali, anche in assenza di una vera e propria patologia psichiatrica; in altri casi, invece, una grave forma di depressione è all’origine di un gesto fatale dettato da eccesso di amore e protezione verso i propri cari, allorché il genitore è talmente disperato da vedere come unica via di fuga per sé e i suoi figli la morte (suicidio allargato). Merzagora Betsos definisce la Sindrome di Münchausen per procura una delle tre dinamiche tipicamente femminili nelle quali può rientrare l’infanticidio in assenza di storia psichiatrica, insieme alla Sindrome di Medea (l’odio verso il partner viene indirizzato verso il figlio) e alla negazione della gravidanza (la necessità di negare può essere così intensa da influenzare le manifestazioni biologiche, per cui molti dei sintomi possono essere assenti). La maggioranza degli studiosi è concorde nel ritenere che la Sindrome di Münchausen per procura può essere, a tutti gli effetti, considerata un abuso sui minori, sulla base delle conseguenze estremamente lesive arrecate alle vittime.

Judith Libow e Herbert Schreirer, del Children’s Hospital Medical Centre di Oakland, hanno classificato la SMP secondo le tipologie dei genitori:

  • Cercatori di aiuto: solitamente, si ha un unico episodio di malattia immaginaria, piuttosto che una lunga serie di esperienze mediche. L’inganno della madre le consente di cercare le cure mediche per sé, legittimando attraverso il figlio ‘malato’ il proprio bisogno di aiuto psicologico.
  • Responsabili attivi: un genitore, direttamente e attivamente, provoca i sintomi nel bambino tramite soffocamento, iniezioni o avvelenamento; queste madri sono straordinariamente cooperative e grate verso i medici, tanto da sembrare le madri ideali.
  • Medico-dipendenti: l’inganno si limita ad un falso resoconto dei precedenti clinici del bambino; non c’è alcun intervento diretto sulla sintomatologia. Naturalmente, a causa di questi falsi sintomi, il bambino subisce molti esami inutili e dolorosi. I bambini di questo gruppo sono in genere più grandi. Le madri sono tendenzialmente più ostili, paranoiche ed esigenti verso i medici da cui sono, appunto, dipendenti.
  • Un altro sottotipo di SMP è stato individuato nella Sindrome di Münchausen “seriale”, ovvero l’abuso si ripete con più figli della stessa famiglia, solitamente uno per volta e intorno alla stessa età del fratello precedente.

PERCORSI DI CURA E TRATTAMENTO

Per la Sindrome di Münchausen, l’identificazione del disturbo e una precoce consulenza psichiatrica o psicologica sono importanti, in modo da evitare il ricorso a test invasivi, procedure chirurgiche e utilizzo eccessivo o ingiustificato di farmaci. Deve essere utilizzato un approccio non aggressivo, non punitivo né ostile. Per evitare di indurre sensi di colpa o di disapprovazione, un medico può presentare la diagnosi come una richiesta di aiuto. In alternativa, alcuni esperti raccomandano di fornire il trattamento per il disturbo mentale senza che ai pazienti venga richiesto il riconoscimento del loro ruolo nella genesi della malattia. Il trattamento della Sindrome di Münchausen deve essere soprattutto di natura psicoterapeutica. In particolare, la psicoterapia cognitivo-comportamentale potrebbe fornire i mezzi al malato per riconoscere le manifestazioni prima in esempi esterni e, in seguito, riconoscerli nei propri pensieri ed azioni.

Per quanto riguarda la Sindrome di Münchausen per procura, una volta che è stata riconosciuta, il bambino ha bisogno di essere protetto e rimosso dalla cura diretta del genitore. Il genitore interessato non deve essere accusato direttamente, ma bisogna aiutarlo. Poiché questa è una forma di abuso sui minori, la Sindrome deve essere segnalata alle Autorità. Per i genitori coinvolti, è raccomandata la consulenza psichiatrica. L’approccio migliore per evitare o contenere i rischi anche a lungo termine è reputato quello di un programma terapeutico integrato, con intervento non solo di psicologi e psichiatri, ma anche di pediatri e professionisti delle agenzie di protezione dei bambini.

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