Recensione UFFICIALE : “Rola:Un Estraneo, Il Mio Corpo” di Luciana Balducci

La disforia di genere è un disturbo che viene definito dal DSM-5 come marcata incongruenza tra il genere esperito da un individuo e il genere assegnato, che provoca una situazione di sofferenza e/o la compromissione dello svolgimento nelle attività della vita quotidiana. Vi sono differenti metodi con cui poter gestire la problematica, uno dei quali consiste nella rassegnazione chirurgica del sesso. Attualmente in Italia il percorso per cambiare sesso è regolamentato da un processo lungo e definito che prevede diverse tappe: in particolare, il processo inizia con il disagio del soggetto, per poi proseguire con la presa di contatto da parte della persona con degli specialisti (psicologi o psichiatri) che hanno funzioni sia diagnostiche sia supportive che proseguono solitamente anche durante le fasi successive. Dopo sei mesi durante i quali si è intrapreso il percorso psicologico, viene presa in considerazione la terapia ormonale, in accordo con un endocrinologo, al fine di modificare alcune caratteristiche tipiche del proprio sesso biologico e questa verrà mantenuta per tutta la vita; successivamente, la persona inizia a sperimentare la vita nella maniera adeguata rispetto al sesso cui si sente di appartenere ed eventualmente, dopo 2 anni dall’inizio del percorso, può essere fatta richiesta al tribunale di intervento chirurgico. In seguito a questo, si può richiedere la rettifica dei dati anagrafici presso il tribunale. Per garantire il benessere della persona, si eseguono dei follow-up generalizzati a 6 mesi, 1 anno e 2 anni dopo l’operazione.

 

 

Nel romanzo l’autrice narra la storia di una persona che è stata presente nei fatti di cronaca di Rocca di Papa (Roma) per un periodo di circa vent’anni per le vicende “straordinarie e scandalose” che la hanno riguardata, ma che successivamente sono state dimenticate dalla maggior parte della gente. Gli avvenimenti vengono narrati in prima persona, cercando di ricostruire la storia della protagonista – Rola – e mettendone in risalto anche i probabili aspetti emotivi. Attraverso questo testo, Luciana Balducci intende dare voce ad una persona che è stata artefice di un cambiamento importante per se stessa, ma anche pioniera per molte altre persone nella sua situazione. Il libro comincia descrivendo la situazione di una ragazza di 27 anni che si reca in un Ufficio di Stato Civile presso un comune del Lazio, porgendo il proprio documento di riconoscimento all’impiegato e chiedendo che gliene venga rilasciato uno nuovo perché quello vecchio non era più adeguato, essendo lei una donna ora: l’impiegato, perplesso, consulta i suoi superiori e ritorna con un fascicolo dicendo alla ragazza che la cosa richiederà del tempo. Dopo aver esaminato la documentazione, in cui si apprende che Casciotti Rolando Giuliano (il nome indicato anche sul documento presentatogli dalla ragazza) è diventato sottotenente, l’impiegato risponde alla ragazza di non poterle essere di aiuto perché – nonostante le fattezze femminili – per la legge lei è un uomo; le suggerisce però di rivolgersi ad un tribunale, perché solo in questo modo avrebbe potuto ottenere ciò che desiderava. Viene quindi raccontato il percorso di vita di Rolando, dai primi anni della sua vita al difficile ed insolito percorso per divenire Rola, sottolineando le incertezze delle procedure, il disagio interiore, la difficoltà di comunicare la propria necessità alla famiglia, la lunga attesa e la tenacia nel sostenere la battaglia per le proprie ragioni con le relative conseguenze in un periodo in cui questo era molto raro e perciò non era ancora regolamentato dalla legge. Lo scorrere del tempo alterna le fasi del procedimento al tribunale e la vita quotidiana della protagonista, caratterizzata da un disagio costante e pervasivo che non viene meno neanche durante i momenti di felicità dovuti agli apprezzamenti e all’affetto sincero dei bambini a cui fa da maestra e il riconoscimento da parte degli altri come una buona insegnante. Il procedimento dura molto tempo e si sviluppa con esiti iniziali insoddisfacenti e conferme parziali. Nel corso dell’intero testo viene posta molta enfasi sulle problematiche sia interiori sia esteriori vissute dalla protagonista, che si sente una donna intrappolata nel corpo di un uomo, costretta a tacere la propria inclinazione naturale per paura di causare ai genitori un dolore troppo grande e per difendere la reputazione della propria famiglia; vengono narrati gli sforzi fatti per inibire le inclinazioni naturali, i tentativi per cercare di uniformarsi alla società e la frustrazione per non essere poi comunque accettata, il dolore che culmina nel tentativo della protagonista di evirarsi rischiando in tal modo di morire, i pettegolezzi e l’emarginazione derivante dalla chiusura mentale della società rispetto alla problematica e la scelta dell’intervento chirurgico, che sottolinea l’importanza del coinvolgimento di figure professionali qualificate. Per tutto il racconto emerge una lotta straziante della protagonista, in un climax di emozioni crescenti, grazieanche alla quale nel 1982 – un anno dopo il suo decesso – viene promulgata la prima legge sulla rassegnazione sessuale. Infine viene narrata un’altra storia, quella di Roberta, che – non sentendosi a proprio agio con il proprio corpo e provando sentimenti molto simili a quelli di Rola – è diventata un uomo ed in soli 4 anni ha avuto il riconoscimento del suo nuovo genere, potendo così cominciare una Vita che si possa definire tale. La sua reale e toccante testimonianza riconosce l’importanza del percorso di Rola nel delineare l’iter attuale ed il suo ruolo di pioniere nella risoluzione dell’importante seppur talvolta sottovalutata problematica della disforia di genere.

 

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